Geolier, rapper e cantautore napoletano nonchè fidanzato di Chiara Frattesi, si è raccontato sul palco del Vanity Fair Stories 2025: "Tifo Napoli, ma il calcio non mi piace. Io se vedo il calcio vedo solo Napoli. Ci rappresenta in tutto il mondo. Come la pallavolo, o un altro sport: cioè è Napoli, io lo seguo perché sta parlando di me, capito? Io sono malato di Maradona, ho tre facce di Diego tatuate sul corpo. Ma non per i gol: per me è un simbolo, mi piace per quello che ha rappresentato per Napoli, prendendo quella croce di essere napoletano, se l'ha messa sulle spalle e ci ha difeso quando ci doveva difendere. Aveva cazzimma. Quando vinceva contro la Juve, godeva non come un calciatore che aveva vinto una partita, ma come un napoletano che aveva vinto contro la Juve".

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Geolier: “Tifo Napoli, ma il calcio non mi piace. Re della città? Non potrei mai”

"Quando mi avete annunciato su questo palco avete detto “il re di Napoli”. Io vi ringrazio, bellissimo, veramente, sono lusingato. Però Napoli non ha mai voluto un re proprio nella sua storia. Se torniamo ai greci, agli spagnoli, Napoli si è sempre ribellata a tutto questo. Inoltre prima di me ci sono stati artisti così grossi che io non potrei mai essere un re di Napoli. Lo dico in una canzone: voglio essere le mura della città, qualcosa che la difende, non che la domina. Essere il “re di Napoli”, di una città così piena di arte, piena di di passato, piena di storia… È una responsabilità grossa e io non mi sento nemmeno all'altezza di questa espressione, ringrazio tutt, ma essere popolari a Napoli è veramente impegnativo".

"Fortunatamente ho un rapporto con la mia città veramente viscerale, nessuno mi chiama Geolier, ma Manuè. Emanuele. Sempre. Nella maggior parte dei casi non non faccio nemmeno le foto con le persone. Sono uno di loro: tutto a posto? Eh, tutto a posto, ci diciamo. E ci confessiamo, che è una cosa bellissima perché io ho proprio sogno di sentirmi vicino alla mia città e alle persone che poi mi ascoltano, perché forse guardando loro io riesco a vedere quello che avrei voluto essere, perché io a 18 anni già ho fatto questo secondo piano e sono uscito un po' dalla vita, tra virgolette, normale. E a me questa cosa fa un po' male, perché la mia città preferita nel mondo è Napoli, ma non perché sono napoletano, ho girato tutto il mondo. Adesso non posso più essere un turista della mia città, venire a Napoli per la prima volta e vedere le persone, perché essendo napoletano, ed essendo popolare, non lo posso fare al 100%. Quindi se mi chiedete cosa vorrei tra l'intellettualità e la popolarità… Io scelgo sempre di essere né intellettuale né popolare. Scelgo di essere tra la gente e con la gente. Essere un napoletano che sogna e basta, un sognatore".
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