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Getty Images
Il mondo del volley è sconvolto. Gianluca Galassi ha subito pochi giorni fa un intervento chirurgico per un tumore al testicolo. "Un mesetto fa ho iniziato a sentire un fastidio mai provato in vita mia. Un fastidio leggero, una sensazione di pesantezza di cui ho parlato subito con il fisioterapista e il dottore. Purtroppo eravamo una settimana fuori tra Latina e Cagliari, e quando siamo tornati a Piacenza l'ecografia ha scoperto che ci poteva essere qualcosa. Mi sono sottoposto alle analisi e a una visita con un urologo, Gennaro Musi: devo ringraziare Piacenza, il mio club, per tutto quel che mi ha dato in questi anni, non solo dal punto di vista medico", racconta l'atleta intervistato da Repubblica.
«Quando entri nel mondo della medicina vieni bombardato da numeri. Il primo che mi hanno citato è 99,9%: anche se fa paura, questo tipo di tumore ha questo tasso di guarigione. L'altro numero mi ha fatto meno piacere: era il 90% di probabilità che si trattasse di qualcosa di brutto, e il 10% invece che potessero essere solo delle cicatrici dovute a infezioni. Purtroppo ha vinto il 90%. Per la prima volta in vita mia ho subito un'operazione, a eseguirla lo stesso dottor Musi».
«Sono sincero, non mi sono voluto informare. L'importante era l'intervento, che va fatto in tempi rapidi, così rapidi da permettermi di accedere al servizio nazionale: su un soggetto giovane prima si risolve meglio è».
«Già sapevo da un mese, dell'operazione sono stato informato pochi giorni prima. Mi ha aiutato tantissimo giocare, quando entro in palestra — è assurdo — la mia testa pensa solo a quel che devo fare in campo. Mi hanno pesato di più altre cose».
«Ho fatto finta di niente con tante persone che mi vogliono bene, e hanno scoperto tutto sui social. Non so se è stata mancanza di coraggio, però penso al silenzio con Anzani nell'ultima partita con Modena, con Gargiulo, Bottolo e Balaso di Civitanova. Glielo volevo dire, davvero, ma non me la sono sentita. Quando ha saputo, Giannelli con cui sono cresciuto a Trento mi ha implorato: "Lo so che ti stanno arrivando 1000 messaggi, ma per favore fammi sapere"».
«Questo tipo di tumore è un po' stronzo, mettiamola così: ho avuto questo fastidio per tre-quattro giorni, poi per due settimane niente più. Sotto Natale, ecco tornare il fastidio. In questi giorni mi scrivono colleghi che hanno avuto la stessa malattia e io non lo sapevo. Mi ha chiamato anche un campione che mi aveva fatto i complimenti dopo il Mondiale: Achille Polonara. Ai giovani dico: imparate a sentire il vostro corpo, l'auto palpazione è utile anche contro il tumore al seno. Un controllo in più è importante, mai dare per scontata la salute. Ho capito durante la gravidanza della mia compagna Laura quanto una donna sia più controllata di un uomo».
«Io sono la parte razionale, Laura è più emotiva. Mio figlio Leonardo è nato un mese e un giorno dopo la vittoria del Mondiale: lui è la luce, che ci aiuta a superare questo brutto male. Poi c'è il nostro cane Rey, il "primogenito": mi sta sempre appiccicato, mi lecca la gamba che è stata operata. In questi giorni mi sto vedendo la docu-serie su Fabrizio Corona, poi mi sono comprato un Lego: sto costruendo la nave di One Piece, manga che ho sempre adorato e cercato nei negozi giapponesi quando viaggiavo per tornei. La vita va avanti».
(Repubblica)
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