Golssip Gossip Calcio Spence: "Ho smesso di essere nervoso a 18 anni. Ecco cosa faccio in albergo prima della partita"

Spence: "Ho smesso di essere nervoso a 18 anni. Ecco cosa faccio in albergo prima della partita"

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Le abitudini di Spence per tenere alla larga il nervosismo pre partita: il giocatore inglese si è raccontato a British GQ

Di Djed Spence si dice che sia il giocatore più rilassato della Nazionale inglese. «Non mi innervosisco più. Credo di avere smesso intorno ai 18 anni», ha spiegato il giocatore inglese in un'intervista a British GQ nella quale racconta dettagli intimi della sua quotidianità. «A dire il vero», ammette, «prima di scendere in campo nella mia partita d’esordio ai Mondiali ero un po’ teso», dice correggendosi quasi subito. «In realtà, non lo definirei nervosismo. Preferisco chiamarla energia», precisa. «Cerco sempre di restare nella mia bolla, perché quando gli altri sono nervosi possono contagiare anche te». Spence è arrivato all’Inter dopo un trasferimento da circa 35 milioni di euro.

Rituali per la calma, prima della partita

«Io il giocatore probabilmente più veloce della Nazionale inglese? Togli il probabilmente. Il più veloce e basta. So che è una risposta noiosa, ma si tratta di genetica. Sono sempre stato veloce. Mio padre lo era, i miei zii, mio nonno», dichiara Spence senza troppi giri di parole. E sul mantenere la calma ha un metodo che funziona: «Cerco solo di andare a letto a un’ora decente prima di una partita, più o meno verso mezzanotte». Ha uno chef privato che segue rigorosamente le sue esigenze nutrizionali (niente pizza, per ora) e tra i rituali c'è quello della preghiera prima delle partite. Il giocatore dell'Inter, ispirato dalla sorella, sta valutando di introdurre nuove pratiche per il recupero fisico: «Probabilmente inizierò a fare yoga. E magari proverò anche altre attività, come la terapia con la luce rossa o le camere di ossigenoterapia». A 26 anni non vuole pensare al fatto che i calciatori invecchino: «No, no, no. Mi sento ancora come se avessi 21 anni».
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Preghiera

«Se sento il bisogno di ritrovare equilibrio, prego nella mia stanza d’albergo prima della partita. E poi lo faccio ancora un paio di volte nello spogliatoio. Non cinque volte al giorno, ma cerco di pregare il più possibile. Mi aiuta a trovare una direzione, mi dà forza e trasmette energia. Alla fine, affido tutto a Dio. Anche la pressione. La lascio nelle Sue mani, così non è qualcosa che devo portare sulle mie spalle»Tempo con la famiglia

«La famiglia è una parte fondamentale della mia vita. Ho tre sorelle e sono le mie migliori amiche. Facciamo tutto insieme: vacanze, cene, qualsiasi cosa. Siamo molto legati e ci sentiamo praticamente ogni giorno. Magari è solo per mandarci qualche meme su Instagram o per giocare insieme alla PlayStation online. Ma non credo ci sia mai un momento in cui non siamo in contatto».

(GQ - British GQ)

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