Pedullà vs giornalista Dazn: "Suo discorso offensivo e non ho capito come mai..."
Federica Zille, giornalista e bordocampista di Dazn, qualche mese fa fu ospite del podcast Centrocampo per un'intervista nel corso della quale ha parlato anche di Sportitalia:
"Sportitalia deve vendere spazi pubblicitari. Se sceglie quella visione dei suoi programmi sportivi, forse è perché ci sono dati che dicono che vende più pubblicità se ha la bella ragazza in studio. Se sei Sky, Dazn, Mediaset o RAI non hai bisogno. Arrivo a dire una cosa brutta e le colleghe non saranno d'accordo: arrivo anche a giustificare Criscitiello perché non ha le immagini delle partite, non ha magari nemmeno le interviste. Di qualcosa deve parlare e in qualche modo deve vendere il suo prodotto. Ma noi che abbiamo tutto il resto, possiamo andare solo sul contenuto? Per me la risposta è sì ma non decido io, sostanzialmente decidono solo gli uomini e questa domanda andrebbe fatta a loro"
Alfredo Pedullà, giornalista ed esperto di mercato di Sportitalia, ha risposto indirettamente alla Zille con queste parole: "Ascolto certe volte dei cartoni animati. Sono molto legato all'Ordine dei Giornalisti per militanza ed esperienza, sono professionista da una vista, pago puntualmente i contributi e le tasse e vorrei più rispetto. Nell'ultimo anno e mezzo ho letto pistolotti da parte di una bordocampista di Dazn che parla della scelta di Sportitalia di puntare sulle ragazze, 'noi abbiamo le immagini, loro devono fare cose diverse'.
A parte che è un discorso offensivo nei confronti di alcune sue colleghe, poi però c'è ospite per 40 puntate un rappresentante degli arbitri e non fai una domanda e non ho capito il perché. Ho anche sentito che il compromesso all'italiana è la soluzione più logica e che le vittorie di Mancini hanno salvato Malagò. Questo significa avere il microfono spento. Non do lezioni a nessuno e sono soltanto libero ma non accetto lezioni da parte di altri che parlano di scelte editoriali e non fanno domande scomode all'ex designatore arbitrale. Il mio mondo non andrà da nessuna parte finché i microfoni saranno spenti come quando non criticavano mai gli anni di Gravina"
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