Mondiali, lettera di Diomande per la sorella uccisa a 15 anni: "Morirò provando..."
Una lettera toccante che racconta una storia terribile. A The Players Tribune Yan Diomande, giovane 19enne impegnato al Mondiale con la Costa d'Avorio. Gioca nel Lipsia ed è considerato un grande talento. Il fantasisto ha regalato un momento di commozione al mondo intero con una lettera. L'ha scritta per sua sorella Roxane. È stata uccisa a 15 anni e lui da allora non è stato più lo stesso.
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"Cara Roxane, Ti ricordi quando qualcuno mi comprò una maglia falsa del Manchester United e io ci scrissi sopra Ronaldo 7 con un pennarello nero? Non sapevamo se eravamo ricchi o poveri. Conoscevamo solo la felicità. Ti ricordi quando mi regalarono i miei primi veri scarpini da calcio e ci dormii dentro? Da bambino, giocavo sempre con quei sandali di plastica bianca. Anche adesso, quando torno a casa, ci gioco ancora. È la nostra tradizione", scrive il giovane giocatore del club tedesco.
Uno choc
"Ti ricordi quando feci un provino al Bournemouth? Al Chelsea, ai Rangers, all'Olympiacos, al Crystal Palace? Persino Eze e Olise mi si avvicinarono dopo l'allenamento e mi dissero: 'Ehi, ragazzo, sei davvero bravo'. Ma non mi ingaggiarono comunque. Nemmeno le squadre riserve della MLS mi volevano. Non sapevo nemmeno perché. Non mi diedero mai una spiegazione. Gli adulti si occuparono di tutto. Mi portarono in giro per tutta Europa, e tutti continuavano a dirmi di no. Il mio visto era scaduto. Il mio sogno era finito. Mi rimandarono in Africa. E piangemmo insieme. Tu sei stata quella che non ha mai smesso di credere in me. Qualche settimana dopo, ho firmato per il Leganés e abbiamo versato lacrime diverse. Allora provavo ancora delle emozioni. Ora non provo più nulla. È come se non fossi più umano. Da quando sei morta, sono vuoto.
Senza lacrime
Poi il racconto di Diomande del momento in cui ha saputo di aver perso sua sorella: "Ho risposto e non hanno nemmeno provato ad addolcire la pillola. Sai com'è a casa. Nessuna emozione. Tua sorella non c'è più. Qualcuno le ha messo qualcosa nel drink a una festa e non si è più svegliata. Se n'è andata. Non credo di aver versato una lacrima il giorno in cui mi hanno detto che te ne eri andata. Ero sotto shock. Era qualche settimana dopo il mio debutto con il Leganés".(Fonte: The Players Tribune)
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