E'morto in ospedale a Bucarest Mircea Lucescu, il tecnico più titolato nella storia del calcio romeno aveva 80 anni. Lo hanno reso noto i media della Romania, ricordando che Lucescu era ricoverato in ospedale dal 29 marzo scorso ed era in coma dopo essere stato colpito da un infarto.

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Il mondo del calcio piange Lucescu: è morto a 80 anni

Ct della Romania fino a pochi giorni fa, in Italia aveva allenato il Pisa, il Brescia e l'Inter. Proprio il club milanese è stato tra i primi a ricordare "uno dei tecnici più autorevoli e rispettati del panorama internazionale, capace di lasciare un segno profondo ovunque abbia allenato grazie alla sua visione, al carisma e a una straordinaria cultura del gioco". L'ultima volta era stato in panchina il 26 marzo quando la sua Romania è stata eliminata dai Mondiali per mano della Turchia di Montella, una Nazionale che aveva guidato anche lui dal 2017 al 2019. Lottava da mesi contro un problema ma voleva essere in panchina. Dopo la partita ha avuto un malore e alla fine lo ha stroncato un infarto avuto qualche giorno fa.
"Da giocatore divenne l'emblema della Dinamo Bucarest, club con cui vinse sette scudetti, ma Lucescu brillò anche con la maglia della nazionale, partecipando al Mondiale del 1970 in Messico, dove, da capitano, aveva affrontato nel girone il Brasile di Pelé e e l'Inghilterra di Bobby Moore. Ma fu da allenatore ad ottenere i risultati più notevoli. Da ct ha guidato la nazionale agli Europei 1984, tornando poi alla sua guida nel 2024, mentre con le squadre di club ha trionfato in mezza Europa, con il Galatasaray e il Besiktas in Turchia, con lo Shakhtar Donetsk e la Dinamo Kiev, in Ucraina, conquistando 37 trofei e diventando tra i tecnici più titolati nella storia del calcio mondiale", scrive l'ANSA di lui.

In Italia
—La sua esperienza in Italia è stata importante, cominciata al Pisa nel campionato di Serie A 1990-91 - quando i toscani andarono addirittura al comando della classifica, ricorda il club nerazzurro nell'esprimere il proprio cordoglio -, per passare poi al Brescia, che nel 1992 portò subito dalla serie B alla serie A. In un'alternanza di retrocessioni e nuove promozioni, diede infine le dimissioni nel 1996 dopo quelli che l'allora presidente Corioni definì "cinque anni stupendi".
Nel dicembre 1998, dopo una breve apparizione alla Reggiana e un ritorno a Bucarest, nel Rapid, arrivò sulla panchina dell'Inter, conducendo i nerazzurri fino ai quarti di finale della Champions League, ma diede le dimissioni nel marzo seguente dopo 22 partite.
(Fonte: ANSA)
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