Dal podio della panchina d'oro è stato escluso l'ex allenatore dell'Inter Inzaghi e sui social si è scatenato il dibattito

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Ieri la FIGC ha consegnato la Panchina D'Oro a Conte e Maurizio Pistocchi su X ha sottolineato: "La Panchina d’Oro era stata istituita nel #1991 da Massimo Moratti ed era votata dai giornalisti come riconoscimento per il miglior allenatore europeo. Dopo le prime due edizioni, è diventata un riconoscimento al calcio indigeno, votata dagli allenatori italiani. Va sempre a chi vince lo scudetto e nulla aggiunge e nulla toglie. L’ennesima occasione persa dal calcio italiano e dai suoi dirigenti provinciali e autoreferenziali". 

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In tanti hanno fatto presente che manca dal podio Simone Inzaghi, dopo Conte al secondo posto si è piazzato Gasperini e al terzo Cesc Fabregas. Così un tifoso ha risposto al giornalista: "Guadagna 25 milioni all’anno e voi continuate con queste narrazioni romantiche e vuote. Povero Héctor Cúper: da sconfitto era migliore di Inzaghi, ma non ha avuto la fortuna di vivere nell’era dei social media", proprio riferendosi all'ex allenatore dell'Inter.

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Da qui la replica di Pistocchi: "Non capisco il senso delle sue affermazioni (compresa quella su Cuper, uno che ha perso uno scudetto già vinto e scaricato Ronaldo".

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Hector Cuper ex allenatore dell'Inter (Getty Images)

Il tifoso ha insistito: "Sembra che tu non abbia capito l’idea: sto facendo un confronto tra i “migliori perdenti” della storia dell’Inter. Un allenatore che ha perso lo scudetto all’ultima giornata contro la Lazio, ed è stato eliminato in Europa in semifinale di Champions contro il Milan di Ancelotti".

"Consentimi ma il paragone non ci sta: Cuper aveva una Inter piena di campioni, Inzaghi di parametri zero. Due finali di Champions con gente a fine carriera. Non male direi", ha replicato ancora Pistocchi.
"Bene, allora stiamo parlando di chi è il migliore a perdere, non a vincere… Bello", ha aggiunto ancora il tifoso e il giornalista ha concluso: "Il migliore a vincere é quello che vince e convince. Guardiola, Luis Enrique, Klopp e Ancelotti". 

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