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Getty
Diletta Leotta è la protagonista in copertina della rivista F. Ai microfoni della rivista femminile ha rivelato quale sia il suo prossimo piano: "Essere pronta per i Mondiali. O almeno è il mio sogno: partorire a maggio e a giugno partire per gli Stati Uniti. Certo, ci sono molti fattori che non posso prevedere, ma questo è quello che vorrei. Il calcio per me è fondamentale: non riesco a immaginare una vita non scandita dalle stagioni calcistiche, dalle coppe, dai Mondiali. È la mia zona sicura. E poi mi dà anche un respiro internazionale che amo molto".
La frase «A letto mi do 10: sono un vulcano» che ha detto ospite nel podcast di Victoria Cabello, Fuori di Cabello, all'interno di un gioco, è stata estrapolata dal contesto ed è diventata virale. Le ha dato fastidio?
Purtroppo alcuni siti l'hanno usata fuori dal contesto golíardico: ovviamente era una cosa ironica per stare al gioco proposto da Victoria. Ho passato giorni a spiegarlo. Chi mi conosce e chi ha visto la puntata ha capito subito che stavo scherzando.
Le capita di sentirsi troppo esposta ai commenti sui social per le foto che pubblica?
Ultimamente sono più sensibile, forse per la gravidanza. Mi colpisce la cattiveria: a volte mi chiedo come si possa avere così tanta rabbia dentro. Con Daniele Battaglia e Jake La Furia, con cui conduco la trasmissione Take Away su Radio 105, un giorno, dopo avere registrato, siamo andati a pranzo e abbiamo steso una lista di parole da bloccare nel mio account Instagram: hanno tirato fuori volgarità che neanche immaginavo esistessero, anche in inglese. E hanno proseguito fino al caffè.
Ha funzionato?
Sì, anche se poi l'insulto è un concetto che puoi esprimere attraverso una frase senza parolacce. E ti può ferire lo stesso. Dovrei chiudere i commenti, a volte sono tentata di farlo. Però c'è una piccola parte di me che si diverte ancora. Chissà se tra un anno perderò il gusto di usare Instagram. Chissà se mollerò tutto e farò la mamma a tempo pieno. Magari me ne andrò da Milano e mi trasferirò in un bel posto al mare. Come quando ero bambina.
(F)
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