Intervenuto sul suo canale Youtube, Fabio Caressa è intervenuto per dire la sua sulla diatriba tra giochisti e risultatisti, acuita dopo Como-Milan:

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Diatriba giochisti-risultatisti, Caressa: “Stucchevole: in 40 anni non ho mai…”
"Giochisti o risultatisti? Ma secondo voi c'è un allenatore che vuole perdere? Sono tutti risultatisti perché tutti vogliono vincere. Questo discorso parte da lontano, in Italia stiamo tendendo a dare più importanza agli allenatori che ai giocatori. Adesso qualche giocatore importante viene in Italia. Gli allenatori sono importanti ma fanno il loro, scelgono tattica e strategia ma le partite le risolvono i giocatori. Il calcio non è una partita di scacchi, perfino Conte, che è uno che pianifica la partita, che gioca per schemi prestabiliti, che cura tantissimo la preparazione della partita, perfino lui lascia un po' di iniziativa al giocatore.

Poi dipende dalla squadra che hai in mano: se ti manca l'attaccante, scegli magari di non prendere gol perché temi di non riuscire a farlo. Alcuni allenatori assemblano le squadre in base ai giocatori che hanno. Fabregas è bravissimo, una partita senza senso contro la Lazio, fantastico. Fabregas ha scelto dei giocatori, la società glieli ha presi, e quindi la squadra è perfetta, riesce ad esprimere al massimo la filosofia del mister. Allegri ha detto a Costacurta in diretta a Sky che c'è una partita fino al 70' e un'altra dal 70' in poi. Il Milan fisicamente è fortissimo, i cambi danno freschezza e infatti Allegri ha vinto contro il Lecce così. Senza la punta centrale forte, il Milan fa fatica quando le squadre si chiudono.

Questo è il grande limite del Milan per arrivare al massimo risultato, il Milan ha delle possibilità di vincere il titolo. Guardate cosa succede nel nostro campionato: da ora in avanti, le squadre senza Coppe avranno un grandissimo vantaggio. Finora il numero di partite è più o meno lo stesso, da qui in avanti si gioca tanto in Europa, partite sempre decisive che portano via tanto dal punto di vista mentale. Mi sono annoiato di questa cosa, sono tutti risultatisti perché nessuno vuole perdere, l'esecuzione delle cose dipende dalla visione, dai mezzi a disposizione e dei giocatori. Questa discussione è veramente stucchevole. Secondo me sono tutti risultatisti, giustamente, ma ognuno con il suo metodo. Se conoscete un allenatore che vuole perdere ma giocare solo per lo spettacolo, me lo presentate perché in 40 anni non l'ho mai conosciuto. Poi quelli che vincono sono pochissimi"
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