Un'intervista al Corriere della Sera del proprietario del Milan,Gerry Cardinale, ha sollevato un polverone tra i tifosi e tra gli addetti e i lavori. Una frase in particolare ha suscitato l'attenzione: «L’Italia ha mancato un altro Mondiale, il terzo di fila. Invece si fa polemica. Vede, non si tratta solo di Serie A. Si tratta di non presentarsi alle finali di Champions e perdere 5-0; si tratta di giocare in modo competitivo in Europa», ha detto.

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Cardinale ironizza sull’Inter, Letizia: “Intervista farneticante. Perché poi la risposta è una sola”

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Anche Francesco Letizia, giornalista di Sportitalia inviato a seguito del Milan, ha criticato aspramente Cardinale per quanto detto: «Trovo l'intervista farneticante. Soprattutto in alcuni passaggi. Quello sull'Inter mi sembra ridicolo, al limite dell'imbarazzante. Non si può oggi fare ironia sull'Inter. Fino a che lo fa un tifoso, un milanista a caso va bene, ma un proprietario che vive dall'altra parte dell'oceano non può dire che non si può andare in finale e perdere cinque a zero», ha spiegato.
La risposta giusta
—«Perché poi la risposta giusta è che prendi 20 punti di distacco ogni anno da quelli che perdono le finali cinque a zero e da loro avresti solo da imparare, purtroppo. Lo dico sapendo da che parte sto. Se fosse un tentativo di ingraziarsi i milanisti è stato un tentativo completamente stonato. E se è un non rendersi conto della realtà è ancora più grave», ha aggiunto.
«Anche la frase non si può sempre vincere è una follia. La può dire il presidente del PSG se perde la finale dopo averne vinta un anno fa, ma non può dirlo uno che non ha mai vinto nulla. Dice anche di essere uno che nella vita ha sempre vinto. Ma cosa ha vinto? Gioca a carta, a poker con gli amici. Noi non lo abbiamo mai visto vincere perché non sappiamo cosa facesse prima di prendersi il Milan. Avrà avuto le sue soddisfazioni imprenditorialmente parlando, ma il Milan è un'altra cosa e il calcio italiano è un'altra cosa. E quelle frasi sono da Florentino Perez e non da Cardinale. Anche per questo credo che serviva più umiltà, sincerità e trasparente nei confronti del Milan», ha concluso il giornalista sul numero uno rossonero.
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