Vittoria per i nerazzurri contro il Parma. focus sul minutaggio dei calciatori che finora hanno trovato meno spazio
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A Radio Sportiva si è parlato della gestione dei giocatori da parte di Cristian Chivu. Lo spunto viene da Inter-Parma, match nel quale il tecnico ha concesso minutaggio a calciatori che ne avevano poco e ottenendo lo stesso risultato: i tre punti. Marco Bucciantini è stato chiamato ad analizzare la gestione di un calciatore, sul quale aleggiano grandi aspettative: "Stankovic? Ah beh, è promettentissimo. Doveva giocare, poi secondo me è stato molto intelligente anche Chivu a dare un messaggio di attenzione al Parma, una squadra che credevi si chiudesse. È un po' l'idea di mettere due centrocampisti che sono bravi nel tiro da fuori area con la difesa chiusa, con la balistica come Calhanoglu, che può comunque segnare il suo rigore, e anche con la penetrazione nascosta di un calciatore come Mkhitaryan, che poi in realtà può fare l'assist, è straordinario. Però l'idea era anche di dare un messaggio, sì, ora cominciano nove partite in un mese, dobbiamo gestire le energie, dobbiamo gestire la prima partita, perché è inutile cominciare a fuoco con i migliori le prime cinque e poi andare a scegliere sulla stanchezza e sugli infortuni. Scegliamo, prendiamoci dei rischi da subito, però Stankovic non l'ha messo. Magari il rischio era di mettere in condizione Mkhitaryan, un giocatore intelligente, importante, che stava giocando poco, recuperare la condizione di Calha".
Riflessione su Stankovic
"Gli ha dato la parte di partita un po' in controllo a Stankovic, ne parlano tutti benissimo. Io rimango lì, fatecelo vedere, non è facile prendersi la maglia da titolare nell'Inter. Guardate che i grandi acquisti di due anni fa li hai visti dopo un anno, i grandi acquisti di due anni fa li hai visti dopo un anno diventare un po' più importanti. Diouf è l'ultimo esempio, è stato un anno un po' in naftalina. Quindi Sucic, c'è oggi, ha rigiocato. Proprio nell'Inter c'è questo minutaggio, quindi gli serve un po' di pazienza per entrare nelle rotazioni dell'Inter, però l'Inter ha rifiutato una quantità di richieste di prestito e perfino lo volevano comprare, offrendo tanti soldi per Stankovic. Sono tanto curioso di vederlo, sono convinto che in questo mese lo vedrai, però intanto un tempo, 40 minuti su una partita che era già sistemata, in generale ripeto, essere di livello per giocare, poi giocare nell'Inter non è difficile perché entri in una squadra che gioca bene. Cioè difficilmente rovini una partita dell'Inter, metti in difficoltà l'Inter perché l'Inter è insopprimibile nella sua forza, cioè non la guasta niente. Nemmeno quando 20 minuti dorme, poi accende la partita e se la domina. Non mi pare, però da lì a diventare un giocatore importante nella situazione dell'Inter ci vuole un po' e ci sono anche giocatori che erano più pronti di Stankovic e ci hanno messo 5, 6, 7 mesi, un anno. Io oggi comunque come al solito ho visto un momento l'Inter che fa davvero una squadra che ha davvero un altro livello rispetto a tutte le altre della Serie A. Almeno nella proposta continua di gioco che sa fare, poi ecco per esempio un faro per quelli come Stankovic è Pio. Ormai ci sono dei giocatori che se non fanno statistica non sa come valutarli, c'è un giocatore che può anche non fare statistica come Pio e fare una partita grossa. Ogni minuto che gioca migliora, ogni partita che gioca cresce e io sono contento che poi tutti hanno chiesto di Pio a Chivu perché tu guardi i gol, guardi chi ha segnato e invece è giusto parlare di un giocatore che ormai in campo ha una presenza, ha un'importanza, ha un livello. Ecco Stankovic prenda questo riferimento qua, è un giocatore che non ha mai bussato, non ha mai messo un piede nella porta, fatemi entrare, datemi un minuto in più. Ha semplicemente dato tutto nei minuti che aveva a disposizione, ci ha messo qualità, è cresciuto. Adesso se torna Lautaro tardi da una trasferta non c'è nessun problema, gioca Pio e gioca anche con Thuram, c'è l'assetto che sembrava il meno combinabile", ha concluso Marco Bucciantini a Radio Sportiva.© RIPRODUZIONE RISERVATA