Luca Bizzarri ha commentato l’inchiesta sul presunto giro di escort di lusso legato alla movida milanese. All'inchiesta sono stati accostati dei calciatori, ma nessuno di loro è indagato. Proprio di questo tema ha parlato Bizzarri sui social: "Ci sono tanti lavori e io li farei tutti senza vergognarmi. È un'ipotesi eh, li farei. Ma ce n'è uno che non riuscirei a fare. Sputtanare la gente. In questi giorni sui giornali c'è un articolo che nella mia vita credo di aver letto almeno una cinquantina di volte. I calciatori e le prostitute. Ma pensa, ci sono dei giovani prestanti che amano fare sesso a pagamento con delle giovani donne disinibite, chi lo avrebbe mai detto. C'è un reato in tutto questo, che è sfruttamento della prostituzione. Ci sono degli indagati, che non sono calciatori e che sono innocenti fino a prova contraria".

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Bizzarri: “Farei tanti lavori, non quello di sputtanare la gente. Non conta che i calciatori…”

"E poi ci sono gli sputtanatori. Quelli che fanno circolare i nomi dei calciatori coinvolti e lo fanno perché sputtanando la gente si guadagnano dei soldi. Ci sono proprio degli sputtanatori e sputtanatrici professionisti. E devo dire che la trasmissione a cui ho prestato per anni il mio ben faccino ha le sue responsabilità nell'aver reso lo sputtanamento un business. In questa storia non conta nemmeno la verità. Non conta neppure che i calciatori, con i nomi stampati sui giornali, non è detto che fossero davvero tutti clienti delle signorine, che ci siano andati a letto o no. Alcuni di loro potrebbero apparire solo nominati in alcune conversazioni, ma il nome è lì su quei siti che hanno avuto la disperazione di scriverli. Perché solo la disperazione e la necessità di click ti può portare a scrivere il nome di qualcuno che non è indagato, non ha commesso nessun reato e potrebbe non aver nemmeno trombato. Tu lo metti lo stesso lì perché le facce indignate producono denaro. E chi grida vergogna ti regala qualche giorno di sopravvivenza. La nostra repubblica fondata sul decoro", ha concluso Bizzarri.
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