Le parole del giornalista a Radio Sportiva
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PARADOSSO ORSATO
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"Var? Effettivamente si vive questa sorta di paradosso che però è voluto e in qualche maniera imposto da Orsato, evidentemente Orsato ha detto io voglio che l'arbitro di campo si assuma le sue responsabilità, le decisioni che sono di campo li devono rimanere. Questa cosa è stata recepita dalle varie squadre arbitrali in una maniera molto particolare però, cioè basta, in qualunque caso non si richiama l'arbitro al monitor. Io trovo questa un'esagerazione, capisco l'aver appreso il messaggio del nuovo disegnatore, cioè dobbiamo tornare ad avere un'importanza, una capacità di decisione forte e importante, benissimo. Però non al punto di diventare masochisti da un certo punto di vista, io penso che un arbitro possa dimostrare la sua autorevolezza anche richiedendo l'intervento del VAR", ha dichiarato Biasin. "Facciamo un po' fatica a capire il nuovo metro, perché più o meno è stato spiegato, si chiede agli arbitri di avere la forza e il coraggio di prendere le decisioni sul campo senza che ci siano ingerenze da altre parti, nel caso specifico da parte del VAR, come se tutti gli arbitri di campo fossero dei nuovi Orsato. Il problema è che di Orsato ce n'era uno solo ed era molto molto bravo sul campo, aveva un certo tipo di capacità di andare oltre a volte anche il regolamento e lo faceva perché aveva quel tipo di carisma. Non tutti sono così, io credo che sia giusto lasciare all'arbitro di campo la possibilità di decidere e difendere la sua decisione. Quando però si va oltre, cioè se è un fallo non c'è discussione e a quel punto ci deve essere l'intervento della tecnologia, perché è lì apposta. Ieri sera a Pressing, mi sono permesso di dire, in questo momento si è quasi deciso di spegnere la tecnologia, perché l'anno scorso per come è stata utilizzata ha portato più problemi che soluzioni. Però è un po' come se oggi giorno rinunciassimo ad utilizzare l'aereo perché c'è stato un incidente, e ci capita un incidente in aereo, però poi si va avanti perché non è che io uso ancora il carretto per andare da una parte all'altra del mondo e quindi questo ostracismo, questa decisione almeno per il momento di spegnere la tecnologia la trovo un fil anacronistica. L'arbitro di campo ha per me la possibilità comunque di essere grande protagonista della partita anche e soprattutto se ha la forza di sfruttarla la tecnologia. Io non ci vedo assolutamente niente di male se un arbitro a un certo punto dice voglio rivederla questa cosa perché ho preso una decisione ma voglio essere sicuro. Il problema è poi magari difendere la propria decisione, invece l'anno scorso quando andavi al monitor 99 volte su 100 cambiavi la tua idea a prescindere".
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