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Getty Images
Paolo Bonolis torna protagonista in prime time con la prima delle due serate evento di Taratata. Intervistato dal Corriere della Sera, il conduttore spiega così il format del suo nuovo programma: "Mi piace giocare con la musica soprattutto quando questa creta sonora è nelle mani di grandi artisti. Dopotutto in inglese e francese lo stesso verbo indica entrambi i concetti (to play/jouer). È una bella occasione per godere della musica in una maniera diversa. Quanto meno non è una gara, è solamente un modo per esibirsi e per ascoltare cantanti e canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana".
"I social? Non li ho, quindi non ho idea di chi mi odia. La prima serata? Non mi mancava. Gli ascolti? Fatti loro, di Mediaset. Condurre Sanremo per la terza volta? Credo che il Festival abbia bisogno di un binario narrativo. E il binario narrativo non può essere solamente inteso come gara. Per poter costruire una narrazione diversa e originale ci sarebbe bisogno di includere in un prodotto eventizio come Sanremo argomenti e sostanze che da tempo non vedo più. Il motivo? Non essendoci più una vera contro-programmazione, la Rai può sedersi comodamente sulla potenza immensa di Sanremo e non ha bisogno di dover spendere dei denari per creare un nuovo binario di racconto".
"Pucci? Andrea è un bravissimo comico, se ha rinunciato per gli attacchi che ha ricevuto ha fatto più che bene. I social sono un nuovo vettore di parola, di informazione e di pensiero che ormai condizionano la realtà circostante: sono la distorsione di questa epoca, sono qualcosa che comprime la potenzialità di espressione. Ed è un peccato".
(Corriere della Sera)
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