Le confessioni di Vialli: “Studio come dirigente sportivo. Mia moglie? Decide tutto lei”

Le confessioni di Vialli: “Studio come dirigente sportivo. Mia moglie? Decide tutto lei”

L’ex giocatore della Juventus ha parlato alla rivista femminile Elle

di Redazione Golssip

Gianluca Vialli, ex calciatore e ora commentatore sportivo, ha scritto un libro (Goal) che non parla solo di calcio ma anche di motivazione. Un libro nato da tanti post-it: “Ogni volta che una frase mi colpisce, la scrivo e l’attacco in giro per il mio ufficio. Ne ho ovunque. Lo faccio da anni e mi aiuta: vedo i foglietti, li leggo, ci rifletto su. Un mantra è un modo più efficace per motivare le persone”. 

Quanto è difficile diventare calciatori: “Ne ho visti tanti di calciatori che a 14 anni erano già fuori e non hanno retto la nostalgia. altri si sono persi perché non avevano i genitori vicini come i miei, sempre lì a dirmi di non mettere i gomiti sul tavolo o a correggermi se sbagliavo i congiuntivi. Io ero un ragazzino provinciale. Pativo persino le convocazioni con le nazionali giovanili: di andare via e incontrare ragazzi che conoscevo poco ne facevo volentieri a meno”.

Roberto Mancini, il più bello: “Eravamo amici, bravi, ed era tutto entusiasmante. Con le ragazze? Non c’era partita: mandavo avanti lui che era quello più bello. Ma Roberto si è sposato presto”.

L’avventura con Sky Sport: “Mi hanno proposto di fare il commentatore e il mio lavoro è diventato quello. Dopo 15 anni è arrivato il momento di cambiare. In futuro vorrei fare il dirigente sportivo. Ci sto lavorando, studio molto”.

La moglie Cathryn White-Cooper: “Speciale e lo dico senza retorica. E’ molto dolce, una mamma perfetta. Ed è così testarda che facciamo sempre come dice lei. Ma mi sopporta, dunque va assecondata. Oltre a tutti gli altri sentimenti fortissimi, oltre a tutto l’amore che provo, ho una enorme stima di lei. Che papà sono? Dolce. Faccio parte di quella generazione che ha ubbidito ai genitori e adesso ubbidisce ai figli. Cerco di non essere troppo spontaneo: so che certi errori possono avere conseguenze catastrofiche e allora cerco di imparare da chi ha più esperienza di me nel gestire questo rapporto che è meraviglioso, ma anche complicatissimo. Mi reputo benedetto dal Signore, per aver avuto due femmine. Non mi manca il maschio non so come avrei fatto a crescere un piccolo me, e immaginavo la pressione che avrebbe potuto sentire lui. Sono felice delle mie bimbe: mi hanno fatto capire che cos’è l’amore incondizionato”.

La malattia: “Ho sempre cercato di mettermi nelle condizioni di essere imbattibile ma mi è sempre stato chiaro che si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Siamo fragili. Quando giocavo, ero perfettamente consapevole che bastava un piede in una buca per farti saltare il ginocchio. Quando soffri è quasi automatico diventare più spirituale. ho letto moltissimo e ho una routine che pratico tutti i giorni. Prevede meditazione, visualizzazione, affermazione, lettura ed esercizio fisico. E’ passato un anno dall’intervento e adesso mi sento bene. Molto bene. I muscoli sono tornati quelli di un tempo. E anche il mio spirito sta alla grande”.

(Elle)

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