Alena Seredova: “Un terzo figlio? Non lo escludo. Dopo il divorzio da Gigi mi svegliavo e…”

Alena Seredova: “Un terzo figlio? Non lo escludo. Dopo il divorzio da Gigi mi svegliavo e…”

La ex moglie di Gigi Buffon dà un taglio netto al passato: casa nuova, nuova felicità

di Redazione Golssip

Alena Seredova ha cambiato casa. Di questo grande cambiamento ha parlato alla rivista Chi, aprendo il suo cuore e la scatola dei ricordi. La modella ha raccontato il periodo difficile dopo il divorzio (e di Gigi Buffon), il desiderio di un altro figlio, il bisogno di sentirsi autonoma e indipendente: “La prima casa con Gigi? Aspettavo il primo figlio. Ma mentre la lasciavamo non ho pensato troppo ai ricordi e non ho sofferto molto. Certo, rivedi le foto del tuo compleanno e ti accorgi che sono tutte scattate nella stessa stanza, nello stesso angolo. E che sono tante. Ma anche per ricominciare, per ricostruire nuovi ricordi io credo che noi quattro (conta anche il cane Sprint) dobbiamo passare attraverso questo cambiamento. Che ho letto da qualche parte che è uno dei traumi più grossi. Lo sono anche il divorzio e i lutti? Allora io ne ho fatti due su tre. Non è male. Ma a parte la fatica fisica è stato anche un momento allegro, era quello giusto, è passato qualche anno dalla separazione e durante il trasloco con i ragazzi ci siamo divertiti. Il tempo per passare da una casa all’altra era poco: in tre giorni ho dovuto spostare tutto. Intanto dormivano un po’ in giro. Sfollati? Gli sfollati, sì: siamo stati a casa di Alessandro (Nasi), ci siamo arrangiati con i materassini gonfiabili, poi quando ho iniziato a sentire le ossa che scricchiolano ho accettato l’invito della mia amica Lavinia (Borromeo). E alla fine siamo entrati, e ora qua ci stiamo abituando perché la casa è. molto più piccola. Prima stavamo in mille metri quadrati e passa, con un giardino che era un parco. Sprint lì correva e aveva tutti i posticini dove nascondere le sue ossa. Ma per carità, qui è tutto giustissimo. Qui è tutto vicino, di là ognuno di noi stava un po’ nel suo: tornati da scuola io me ne andavo nella mia camera, loro in studio. Ci ritrovavamo all’ora di cena o mentre la preparavo e allora si facevano i compiti o si chiacchierava. Ma c’erano quelle due ore dopo scuola in cui ognuno un po’ si nascondeva“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy