Corona e la vita in carcere: “A calcetto giocavo in porta, Buffon non avrebbe resistito”

Corona e la vita in carcere: “A calcetto giocavo in porta, Buffon non avrebbe resistito”

L’ex re dei paparazzi si è raccontato alla rivista Chi

di Redazione Golssip

Fabrizio Corona ha raccontato a Chi come si svolgevano le sue giornate in carcere: “Avevo un metodo ed un equilibrio per sopravvivere. Sveglia alle 7:30, colazione con caffè e pane con bresaola. Poi due ore di studio scavando nelle carte dei processi. Alle 11:30 incontro con gli avvocati. Alle 14:30 pranzo. Altre due ore di studio perché le accuse si accavallavo un giorno dopo l’altro. Alle 17:30 palestra. Poi lettura dei quotidiani e alle 20:30 cena con i miei compagni di cella come se fossimo da Carlo Cracco perché uno di loro cucinava da Dio. Nel week end? Torneo di calcetto “federale”. Giocavo in porta nella squadra dei “San Vittore Boys” Tredici presenze, tredici vittorie. Davamo l’anima in campo e ci sentivamo liberi. Buffon, quattro anni meno di me, non avrebbe resistito, si fidi.”

(Chi)

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