Eva Grimaldi: “Con Garko non ha funzionato perché era juventino, li detesto. Il Napoli…”

Eva Grimaldi: “Con Garko non ha funzionato perché era juventino, li detesto. Il Napoli…”

L’attrice ha parlato della sua fede per il Verona e delle sue simpatie e antipatie calcistiche

di Redazione Golssip

Eva Grimaldi, attrice, ha sempre seguito il calcio ed è una tifosa del Verona. Ex storica di Gabriel Garko ora ha una relazione con Imma Battaglia, leader del movimento LGBT (Lesbo, gay, bisex, trans) che è tifosissima del Napoli. Alla rivista Sono ha raccontato come è nata la sua passione per il calcio, le antipatie e le simpatie per le squadre italiane e qualche aneddoto curioso…

Lo scudetto morale del Napoli: “Quando ero un’adolescente e facevo la benzinaia. Al nostro distributore venivano tutti i calciatori giallo blu. Io e mio fratello eravamo tifosissimi, poi lui è passato al Chievo mentre io sono sempre rimasta fedele all’Hellas. Anche se il mio cuore grande fa spazio anche al Napoli. Ho molta simpatia per la squadra partenopea. Amo da sempre la città, i napoletani e Maradona che ha segnato un’epoca e ha fatto la storia del calcio. Secondo me quest’anno più di tutti meritava di vincere lo scudetto, e non la Juve. Moralmente ha vinto il Napoli. Ha fatto un campionato bellissimo”. 

Ricordi di famiglia: “Andavo allo stadio con i miei genitori. Ero piccola. Mi ricordo che lo stadio sembrava grandissimo. Mi ha colpito la gioia nel volto di mio padre. La nostra era una famiglia patriarcale, proprio del Nord, io e mia madre non capivamo nulla di calcio ma rimasi completamente affascinata dall’assoluta felicità di papà. C’erano tantissime famiglie, delle situazioni che vorrei tanto rivedere anche oggi. Poi più avanti andavo a vedere il Verona con il mio ex marito, Fabrizio Ambroso. Ci mettevamo in Curva Sud e cantavamo i cori. Era una grande festa.”

Il brutto rapporto con la Juventus: “Gabriel Garko è un tifoso juventino? E’ per questo che la nostra storia non ha funzionato fino in fondo perché io detesto gli juventini (ride, ndr). Di solito evitavo di parlarne. Per lui, da buon torinese, era normale essere bianconero. Io, però, non amo discutere con chi tifa per la Juve (ride, ndr).”

Lo scudetto dell’Hellas nel 1985: “Quando vincemmo il campionato io e i miei fratelli tagliammo i lati di una vecchia macchina da rottamare e la colorammo di giallo e blu per festeggiare lo scudetto.”

Corteggiata da calciatori: “Quando abitavo a Verona, e stavo al distributore di benzina, arrivavano con certi macchinoni. Allora subivo il fascino del calciatore. Con mio padre e mio fratello facevo a gara per andare a servirli. Così potevo farci due chiacchiere e parlare di calcio, anche se confesso che non ero preparatissima. Con Nicola Berti è nata una grande amicizia. Solo quella. Con lui si poteva parlare di tutto, non sol odi feste e di calcio, anche di cinema e teatro. Era intelligente e pieno di cultura. Ho molta stima, affetto e rispetto nei suoi confronti.”

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