Cortani sulle molestie di Tavecchio: “La denuncia? Non mi fermerò, voglio le scuse di…”

Cortani sulle molestie di Tavecchio: “La denuncia? Non mi fermerò, voglio le scuse di…”

La presidente della Lazio calcio femminile racconta la sua battaglia contro l’ex presidente della Figc

di Redazione Golssip

Elisabetta Cortani, presidente della Lazio calcio femminile, ha denunciato Carlo Tavecchio, ex presidente della Figc. Il caso era scoppiato a novembre. La Cortani era entrata nell’ufficio di Tavecchio e lui, invece di parlarle di lavoro, le aveva detto: “Ti trovo bene, fai molto sesso” (in una versione più volgare). Le aveva toccato il seno e aveva cercato di andare oltre. Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione per la presentazione tardiva della denuncia e perché l’età della Cortani (52 anni) faceva presupporre che la donna non fosse in una posizione di sottomissione o paura. Elisabetta racconta le difficoltà di essere ascoltata a Grazia: “La prima volta che ho subito molestie, nel 2015, da Carlo Tavecchio ero sconvolta. A casa l’ho raccontato immediatamente. Mia figlia Micol, che allora aveva 22 anni, mi ha detto di denunciare. Ma avevo paura di non essere creduta. Il dramma dell’incertezza mi consumava: “Lo faccio o non lo faccio?”. Ho confidato i miei dubbi e la sofferenza alla psicologa forense Virginia Ciaravola, che mi ha aiutato molto. Poi ho parlato con un ispettore di polizia facendo finta che fosse per una mia amica. Lui ha detto che per iniziare le indagini bisogna avere la prova e occorre registrare un episodio. E così ho fatto nel 2016. Adesso chiedo solo che le istituzioni e il mondo dello sport mi stiano vicini. Il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, non ha preso le distanze da Tavecchio su questo tema e neppure Evelina Christillin, membro del Consiglio della Federazione internazionale di calcio, che sul vostro giornale aveva dichiarato: “Fino a prova contraria non ci credo”. Ora aspetto le sue scuse. Il mio avvocato si è opposto alla richiesta di archiviazione. Voglio andare avanti fino ad arrivare alla corte europea di Strasburgo. Ma la mia lotta è soprattutto di tipo sociale: con il mio esempio voglio spingere altre donne a testimoniare”.  

(Grazia)

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